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La dichiarazione di conformità di un impianto fotovoltaico, detta DiCo, è il documento con cui l’impresa installatrice attesta che l’impianto è stato realizzato a regola d’arte. La rilascia l’installatore al termine dei lavori, insieme agli allegati obbligatori, ed è la base per le pratiche che seguono. Qui vedi chi la rilascia, quando serve, cosa contiene, come si distingue dal collaudo e cosa fare se l’impresa non la consegna.
Pagina a scopo informativo: per il tuo caso specifico rivolgiti all’installatore o a un professionista abilitato.
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Cos’è la DiCo del fotovoltaico e chi la rilascia

La DiCo è il documento che chiude il lavoro: dice che l’impianto è stato fatto bene e che chi l’ha realizzato ne risponde.
La rilascia l’impresa installatrice abilitata che ha eseguito i lavori, non un ente esterno e non un professionista estraneo all’intervento. Il documento è firmato dal titolare o legale rappresentante dell’impresa e dal responsabile tecnico, e viene consegnato al committente dopo le verifiche richieste, comprese quelle di funzionamento. Vale per ogni tipo di edificio, abitazione, azienda o capannone industriale, e il riferimento è il DM 37/2008.
In pratica la DiCo:
- si rilascia a lavori finiti, dopo le verifiche;
- la firmano il titolare dell’impresa e il responsabile tecnico;
- va consegnata al committente con gli allegati;
- riguarda l’impianto realizzato, non i singoli pannelli;
- serve per le pratiche successive, dall’allaccio all’agibilità.
I singoli componenti, come pannelli e inverter, hanno certificazioni proprie del produttore, diverse dalla DiCo dell’impianto. Per un confronto tra le parti dell’impianto puoi guardare la pagina sugli inverter fotovoltaici.
Quando serve la dichiarazione di conformità
La DiCo non si rilascia a ogni intervento: serve quando l’impianto nasce o cambia in modo sostanziale.
È necessaria per i nuovi impianti, per le trasformazioni e per gli ampliamenti, mentre non viene richiesta per la manutenzione ordinaria. Se l’intervento modifica solo una parte, la dichiarazione riguarda la parte modificata, ma l’impresa deve comunque assicurarsi che l’impianto continui a funzionare nel suo insieme. Il documento viene poi richiesto in diverse pratiche collegate al fotovoltaico.
La DiCo ti serve, ad esempio, per:
- realizzare e installare un impianto nuovo;
- modificare o ampliare un impianto esistente;
- allacciare nuove utenze;
- chiedere il certificato di agibilità (SCA);
- aprire una nuova attività commerciale o presentare una pratica antincendio.
Ricorda che spetta all’impresa rilasciarla a fine lavori: tienilo presente quando firmi il contratto e chiedi come e quando riceverai i documenti.
Non sai se per il tuo lavoro serve la DiCo? Chiedi un parere a un tecnico con una consulenza conoscitiva senza impegno.
Allegati obbligatori e deposito della DiCo

La DiCo da sola non basta: per essere valida va accompagnata da alcuni allegati e consegnata nei tempi previsti.
Alla dichiarazione l’installatore deve allegare una relazione con l’elenco e la tipologia dei materiali usati, lo schema dell’impianto realizzato e la copia del certificato di riconoscimento dei requisiti tecnico-professionali dell’impresa, rilasciato dalla Camera di Commercio. Entro 30 giorni dalla fine dei lavori la documentazione va depositata presso lo Sportello Unico per l’edilizia del Comune dove si trova l’impianto, a cura dell’impresa.
Controlla di ricevere:
- la dichiarazione firmata dall’impresa;
- la relazione sui materiali utilizzati;
- lo schema planimetrico dell’impianto;
- il certificato di riconoscimento dei requisiti dell’impresa;
- la conferma del deposito al Comune.
Se un allegato manca, chiedilo subito all’impresa: senza documentazione completa possono bloccarsi allaccio e pratiche successive.
DiCo, collaudo e altri documenti: a cosa serve ciascuno
| Documento | Cosa attesta | Chi se ne occupa |
|---|---|---|
| Dichiarazione di conformità (DiCo) | Che l’impianto è stato realizzato a regola d’arte, con gli allegati obbligatori | L’impresa installatrice abilitata, a fine lavori |
| Collaudo e verifiche di funzionamento | Che l’impianto funziona e rispetta i controlli di sicurezza prima della consegna | L’installatore, prima di rilasciare la DiCo |
| Documenti per l’allaccio alla rete | Variano in base al caso e alla potenza dell’impianto | L’installatore, con il gestore della rete |
Tabella a scopo informativo: per il tuo impianto chiedi conferma all’installatore o a un professionista abilitato.
DiCo, collaudo e certificazione: che differenza c’è
Chi cerca «collaudo» o «certificazione» dell’impianto fotovoltaico spesso intende cose diverse dalla DiCo.
Il collaudo è l’insieme delle prove e delle verifiche di funzionamento e di sicurezza che l’installatore esegue prima di consegnare l’impianto: è un passaggio che precede la DiCo, non un documento alternativo. Quando si parla di «certificazione dell’impianto» nel linguaggio comune, di solito ci si riferisce proprio alla DiCo. Per l’allaccio alla rete il gestore può chiedere altri documenti, che variano in base al caso e alla potenza dell’impianto.
Per non confonderti ricorda che:
- la DiCo la rilascia l’installatore a fine lavori;
- il collaudo è la verifica che precede la consegna;
- i certificati di pannelli e inverter sono del produttore;
- i documenti per l’allaccio si definiscono con il gestore della rete.
Se hai dubbi su quali documenti servano nel tuo caso, la pagina sulla certificazione del fotovoltaico spiega il servizio e ti aiuta a confrontare le ditte.
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Cosa fare se l’impresa non rilascia la DiCo
Capita che i documenti non arrivino a fine lavori. In quel caso conviene muoversi con metodo, senza aspettare.
Per prima cosa chiedi la dichiarazione per iscritto, ricordando che è un obbligo dell’impresa. Controlla poi il contratto, per vedere cosa prevede su tempi e consegna dei documenti, e verifica che l’impresa sia abilitata. Se non ottieni risposta puoi rivolgerti a un professionista o a un’associazione dei consumatori. L’impresa che non adempie rischia sanzioni amministrative, applicate dalla Camera di Commercio.
I passi da seguire sono questi:
- chiedi la DiCo e gli allegati con una comunicazione scritta;
- rileggi il contratto sui tempi di consegna dei documenti;
- verifica che l’impresa abbia i requisiti per l’impianto realizzato;
- se non risponde, chiedi il parere di un professionista;
- tieni copia di tutta la corrispondenza.
Avere la documentazione in regola protegge te, non solo l’impresa: senza DiCo diventano più difficili allaccio, agibilità e vendita dell’immobile.
Domande frequenti sulla DiCo del fotovoltaico
Le risposte brevi alle domande che le persone cercano più spesso.
Cos’è la dichiarazione di conformità di un impianto fotovoltaico?
È il documento con cui l’impresa installatrice attesta che l’impianto è stato realizzato a regola d’arte, secondo il DM 37/2008.
Chi rilascia la DiCo del fotovoltaico?
L’impresa installatrice abilitata che ha eseguito i lavori, al termine degli stessi, firmata da titolare e responsabile tecnico.
Quando serve la dichiarazione di conformità?
Per nuovi impianti, trasformazioni e ampliamenti. Non serve per la manutenzione ordinaria.
Quali allegati servono con la DiCo?
La relazione sui materiali, lo schema dell’impianto e la copia del certificato di riconoscimento dei requisiti dell’impresa.
Entro quando va depositata la DiCo?
Entro 30 giorni dalla fine dei lavori presso lo Sportello Unico per l’edilizia del Comune, a cura dell’impresa.
La DiCo e il collaudo sono la stessa cosa?
No. Il collaudo è la verifica di funzionamento e sicurezza che precede la consegna; la DiCo è il documento che attesta la regola dell’arte.
Quanto costa la dichiarazione di conformità?
È un obbligo dell’installatore: controlla nel preventivo che sia prevista e chiedi cosa comprende.
Come scegliere chi installa e certifica il tuo impianto
La qualità della documentazione dipende da chi realizza l’impianto: scegliere bene all’inizio evita problemi alla fine.
Affidati a un’impresa abilitata, che possa rilasciare la DiCo con tutti gli allegati, e chiedi nel preventivo cosa è compreso: verifiche, documenti e pratiche. Confrontare più proposte aiuta a capire cosa è davvero incluso. Per i costi dell’impianto trovi una guida nella pagina su quanto costa e come funziona un impianto fotovoltaico, mentre per le pratiche di certificazione puoi partire dalla pagina sulla certificazione. Se l’impianto è agrivoltaico, trovi una guida dedicata nella pagina sull’agrivoltaico.
Nel preventivo controlla che siano indicati:
- abilitazione dell’impresa per l’impianto;
- rilascio della DiCo e degli allegati;
- verifiche e collaudo prima della consegna;
- deposito della documentazione al Comune;
- tempi previsti per la consegna dei documenti.
Sul portale descrivi il lavoro e ricevi i preventivi delle ditte della tua zona, da confrontare con calma e senza impegno.
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